Attendendo la Favola

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“…E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto…"



Attraversi in punta di piedi la mia vita.
Timido, spalanchi le imposte serrate,
ti affacci alla finestra
e sbirci i colori del mio orto segreto.
Attendi.
Chiudi gli occhi come in ascolto di suoni lontani.
Sai che prima o poi arriverà l’eco dei miei pensieri,
i racconti della mia anima assopita.
Ma ora la voce si nasconde al tuo orecchio.
E tu attendi, fiducioso e discreto.
Sai che un giorno la udirai come un canto lontano,
una musica che saprà di muschio e di tempo.
Questa voce, lo sai, ti segue da presso come un’ombra,
genius loci invisibile che non ti abbandona mai,
antico aedo con la cetra sciupata da troppe storie.
Ti è accanto ora,
le braccia incrociate alla tua stessa finestra
e gli occhi sullo stesso cielo.
Aspettala,
ha ancora da narrarti le favole più belle.

Etain

So che mi ami

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Eppure so che mi ami.
Anche se i tuoi occhi sono ghiaccio
e non rivolgono a me barbagli di luce.

So che mi ami quando non ti sento.
Vicino ma lontano coi tuoi pensieri scuri
rivolti alle nubi che coprono la luna.

So che mi ami quando piangi
e stringi a te il dolore come coltre
che cela ricordi di amori mai ricevuti.

So che mi ami quando non mi pensi,
con la fronte persa nei riflessi di tramonti
annegati nelle maree di tenerezze annegate.

Eppure so che mi ami.
I tuoi sorrisi sono onde che puliscono antiche orme
e le tue labbra cieli che svelano lune nuove.

So che mi ami, e questo importa.
E aspetterò che le nevi dello sguardo si sciolgano
E irrighino e germoglino le sabbie del cuore.


Etain

IL 21 MARZO GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

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Salve a tutti!

Ho appena saputo che domani, 21 marzo, in Italia e in tutti gli Stati membri dell’UNESCO viene celebrata la Giornata Mondiale della Poesia.

Voci del Deserto sarà la manifestazione centrale organizzata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne, Palazzo del Buon Pastore in via della Lungara, 19 con inizio alle ore 20.30 ed avrà come filo conduttore il “Deserto”, tematica a cui le Nazioni Unite hanno consacrato l’anno in corso.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito.

Baci, Etain

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Complice incoerenza



Perché temere la distanza ora che siamo uniti?
Abitiamo la medesima bolla di sapone
in cui i respiri si condensano in uno solo
sulla parete-membrana che ci contiene.
Perché questo sobbalzare del petto
ogni volta che le mani si sfiorano?
Ora che so di non poterti perdere.
Ora che sai di non potermi perdere.

Eppure mi manchi – e tu mi sei vicino.
Abbarbicati allo stesso tronco, edere tardive
che vestono cortecce svestite e brune,
condividiamo lo stesso freddo con il calore
di corpi asimmetrici eppure gemelli
che s’incastrano e s’uniscono e si lasciano
in un’antica danza conosciuta e sconosciuta,
e ogni piroetta scopre forme d’intensità disuguali.

È il bisogno dell’assenza che vibra in tua presenza.
È il bisogno della presenza che chiama senza il tuo tocco.
E la bocca è riarsa senza quell’acqua che disseta,
vano è il germoglio se la linfa necrotizza il tralcio.
Bramoso di sole eppur timoroso di appassire sotto il sole
è il cuore che si logora in quel che chiamiamo Amore,
mentre gioca a snodare e riannodare e snodare e riannodare
le nostre anime in un viluppo di complice incoerenza.

 

Etain

(pubblicata anche sul mio blog)