La voce che resta di Emma Mazzuca

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Sono nuda –

Sono nuda come i silenzi tra le parole d’amore
ed ogni mia ferita s’è incarnata nell’anima;
ho trascinato questo corpo sperduto
attraverso oceani di tempeste
esplosioni di vulcani
ed il suo frantumarsi è stato il segreto
di questa densa esistenza
perché da ogni gracile frammento
ha fatto sorgere un sole.

*** [Continua...]

Natale

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C’è nell’aria pungente sentore di neve
un silenzio bianco di perla
e nello spirito un ricordo di giorni lontani.
Dovrei essere triste ma non lo sono…
è stato il cielo che mi ha fatto dono
di una pace che non ho trovata
se non nel tempo a cui solo la memoria
mi lega ancora con affetto eterno

Dolce Natale, rimembranza fanciulla,
sii benedetto, anche se nel coro d’allegria,
nello sfolgorio di luci delle strade
qualche voce manca
ma non importa…
è nei nostri cuori che viva la sentiamo
che gioiosa ci chiama,
ci invita a soffocare nel riso i tormenti,
a sognare, ad amare tutti
lasciando i rimpianti ai crocicchi del tempo.

Sei tu Natale che ancora unisci
le membra sparse di uno stesso corpo
ed è la voce che riudiamo, non un’implorazione
ma un richiamo alla vita
anche se vien dal nulla o da una croce.

Sinestesi di Emma Mazzuca

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Anima -

Vacillano a volte le certezze
come il dolore di vivere senza vita
nel silenzio
pietoso miraggio
a stento la contesa si nasconde

tanto vasta è la volontà
che d’irrealtà concede il senso
i dubbi smentisce
e nel tutto avverso
dimora l’anima il fiore disfatto

***

Caleidoscopio

Al severo richiamo del maestro
schiocca il tempo la tagliente frusta
(verde brivido nella polvere)
docili tigri premurosi babbuini
cavalli di dame adorni
in spoglia circostanza d’impotenza
su gaie zattere di alberi affannati
verso l’altra sponda del silenzio s’avviano

tra crepe di luce della luna e musica da giostra
folla di moscerini in festa
da clown vestiti
il volto in maschere di raso
il digiuno appaga e il pasto consuma
di false Ultime Cene

fugge dal cielo di gesso lo spettro di smeraldo
tra frastuono e polvere guizza
il serpente del giudizio
dalle pieghe del ruvido sipario l’eco s’ode
del tutto del nulla

può una farfalla nella tessuta ragnatela
prigioniera da cornacchie beffarde
che della primavera il canto spengono salvarsi?

rotola in rigagnoli di fango un fanciullo
cadono gridando “è presto”
man mano che muoiono le foglie
senza supporre inganni
inghiotte l’anima l’ostia della grazia
- tragico evento o fulgida conquista?

oltre la polvere oltre il breve indugio
oltre il galoppare dell’intuito
quando rivela il sole lo squarcio di un giardino
senza correggere crepe o della mente gli orli
in cerca di una prova
attende Ella l’aprirsi di una porta

***

Leggiamo e commentiamo insieme alcune poesie tratte dal libro Sinestesi di Emma Mazzuca, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

Nel lungo cercare

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A lungo ho cercato…

Non corpo da ali brucianti
Non ricchezze
Torri d’avorio
Miserie
Mercati di cose perdute
Pendule cornici di opachi specchi
al nulla aggrappati

A lungo ti ho cercato…

All’alba
se flessuose veleggiano le nubi
e il cielo concede il suo zefiro,
di spiriti spettri si dissolvono
per dimenticare sembianze e pianto

A lungo ti ho cercato…

per navigare
oltre i confini del pensiero
superare tra affini piaghe dell’anima
il baratro dell’illusione

Un fiore
sospeso fra giunchi di silenzi
ho raccolto…

Dolce apologia per un’altra vita…

Immagine: L’eco di un sogno – David Graux

Sensazioni

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Vivo a margine di sensazioni
sull’orlo della volontà
che non concede spazi a giochi del destino
ho semplicemente amato,
spiato angoli di vento per librare il cuore
oltre cancelli di perplessità
senza voltar lo sguardo
seguendo percezioni come volo d’uccelli…

Ho assimilato virtù ed egoismo
alla ricerca d’un fluttuante mondo,
un’oasi dove regole e intemperanze,
all’unisono, non lacerassero un corpo
abbandonato a complice piacere…

Nudo dolore
da perdere decenza d’umana sofferenza!
- non celebro la morte -
dallo sfatto sudario personifico assenze
l’oscuro interno esplode di violento azzurro
- silenzio vigilante -
poco a poco, il mare ingoia grumi,
caldo sangue si scioglie
…il seducente odore è un giorno di vita!