Scendevano allineati
splendenti fiocchi bianchi
che un pupazzo
attendeva per indossare
e la neve era felicità
incanto e mistero
Nastri di raso
rubavo alle bambole
e a te nonno
il vecchio inseparabile cappello
Sotto le tue ali
correvo giù
calpestando e amalgamando
quel manto che ingentiliva
ogni forma irregolare
ed il paesaggio era magia
solamente magia
Ora nevica
su arbusti spogli di ogni colore
nevica
su pietre di me incise
e su pietre che annebbiano il tuo sguardo
Niente da appianare
e nessun nastro di raso
a vestire pupazzi
Niente da rubare
dietro quella finestra
che disappanno con le mani
per ricomporre immagini
di giocattoli da tempo accantonati
Per diffondere questo contenuto non copiarlo nel tuo blog, usa i normali servizi per la condivisione.
Invita i tuoi amici a leggere e commentare
Chissà perché questa sera sembra tutto diverso.



















Commenti recenti