Ora c’è, ora non c’è più

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Ora c’è, ora non c’è più
come i fiocchi di neve cadono
e quando arrivano a terra svaniscono.
Ora ci sono, ora non ci sono più
come gocce di pioggia scendono
si perdono in un lago e non si contano.
Ora ci sei, ora non ci sei più
come un sogno che aprendo gli occhi muore
e il mattino diventa incolore.
Ora c’è, ora non c’è più
come un dolore sordo qui nel cuore la tua assenza
colpisce a morte la mia esistenza.
Ora c’è, ora non c’è più,
anche gli angeli partono fra la notte e il giorno.
Se cadrà una piuma, sarà come il tuo ritorno

***

Immagine: L’Amour Sous Umbrelle di Andrei Protsouk, particolare

Cosa fa la bellezza

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Guardo la bellezza
aprire gli occhi
velati di curiosità,
sebbene le ombre,
e interrogare il mondo
tenendo le labbra serrate
su rosari di pensieri
ancora senza forma.

La tengo fra le braccia
e ne ammiro il mistero:
la bellezza deve avere
qualcosa di inspiegabile,
puro, potente e sublime,
da attirare a sé
lo sguardo del cuore.
poi, è un attimo, non so quando,
che cominciano a rivelarsi
lacrime di gioia.

E’ vita

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nelcampodifiori-monet

La vita è come una primavera
dove mi corri sempre incontro
allargando le tue braccia per abbracciarmi
e il tuo profumo si mescola
a quello delle margherite.
La vita è come un’estate
dove camminiamo coi fianchi aderenti
e le braccia allacciate al corpo
quando il sole si confonde con la luna
e il cielo si tinge d’arancio.
La vita è come un autunno
dove percorriamo i sentieri nei boschi
e infuocati baci tra il giallo e il vermiglio
infiammano l’utima aria tiepida
tra ottobre e novembre.
La vita è come un inverno
dove ci teniamo davanti al camino
mentre fuori la neve ricopre la campagna
e la guardiamo scendere come fossimo ancora bambini.

***
Immagine: Nel campo di fiori di Claude Monet, particolare

Ciel tinto rosa

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Striature rosa nel cielo verso ovest mentre sta tornando a casa. Fosse possibile accostare e scendere, proprio in quel punto un po’ alto della strada dove si ha l’impressione che la pianura si distenda lungo quel tramonto dai colori inattesi. Ma non può, e così continua a guidare e ad ascoltare quel piano che accarezza i minuti che restano, prima che arrivi a casa. Allora rallenta: uno stratagemma per avere più tempo. Più tempo, ora che il pensiero si fa finalmente fluido che sembra di scorgerne la consistenza, come se fosse materia. Un pensiero da toccare. La consapevolezza d’averlo. Dipanarlo. Chiarirlo. Tenerlo, lasciandolo libero d’andare. Macchine che sorpassano e le sfrecciano accanto. Ma dove corrono tutti? E lei rallenta, ancora. Ci sarebbe da lasciare andare l’auto dove vorrebbe, per non fermare questo dilatato momento d’intimità con il suo pensiero. Che non è un pensiero preciso, piuttosto un pensiero che racchiude il sentire della vita. Non riuscirebbe a spiegarlo. Ma non vuole nemmeno provarci, dopotutto, perchè le toglierebbe la concentrazione di quell’attimo. Ci sono singoli attimi che si vivono intensamente anche se solo stai pensando. C’è qualcosa di straordinario in questo. Nel rettilineo che le si dispiega davanti, una fila di lumini rossi s’accendono. Frena. Dolcemente. Svolta. Pochi metri e poi parcheggia. Spegne le luci. Smorza la musica. Sconnette il pensiero. Scende e chiude la portiera. Da ora farà le cose di sempre. Però c’è che stasera, sarà stato anche per quel cielo tinto rosa, sorride dentro.

Immagine: foto di Arsomnia

Scene di grigio quotidiano

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Grigio allineato

Image: Grigio allineato – Arsomnia  © All rights reserved

Cercarti e non trovarti
è come un film
a cui è stato tolto il colore
ed io mi muovo seguendo i chiaroscuri.
Senza la mano di un regista
mi allineo alle gradazioni dei grigi,
a riempire i giorni che sconfinano
nei vuoti delle notti dai sipari
abbassati sui sogni.
Questo è un film
che si è bevuto la trama
in un bar di periferia
e ha perduto gli attori
in una mano a poker.

Plage

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Verso sera
il circo sulla spiaggia chiude.
Nell’ora che resto
ad assorbir silenzi,
guardo le ombre lunghe
e ascolto il mare cantare
e l’onda accompagna
i miei passi nudi sulla battigia.
Le emozioni passano
attraverso la calma dell’anima.
E ti ho qui accanto:
i passi tuoi al fianco dei miei.

La resa

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S’arrendono
le onde sulla rena
che la spuma accarezza.
Fioche luci lontane
s’arrendono
al buio incombente.
S’arrende
anche questo mio cuore
che annaspa e annega
mentre s’ode la risacca.

Carezza

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Carezza di vento
sfiora l’erba esile e
passa sul mio viso e fra i capelli:
memoria delle tue mani
ora lontane, a rammentarmi
il mio essere donna.

Sarò come acqua per il deserto

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Sarò
come acqua
per il deserto.
Lascerò che tu
venga ad abbeverarti
quando la tua sete
si farà insopportabile.
Sarò
come acqua
per il deserto.
Tu,
mio deserto,
prosciughi ogni
attimo di me.
Sarò
come acqua
per il deserto
e ti attendo,
mio deserto,
nascosta in un anfratto.
Per sciogliere
e alleggerire mille
granelli di sabbia.
Renderò la tua
vita lieve e sopportabile.
… làsciati portare dall’acqua…

E’ un’altra estate

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Image © Arsomnia – “Poppy”

 

E’ un’altra estate
fra spighe di grano
e velluto di papaveri.
Carezza di vento,
portami a ballare
sulle aie di antiche memorie.
Amo la mia terra antica,
nel riverbero di ore pomeridiane
e nel crepuscolo d’accesi fuochi
in cieli d’estate.