
Sguardi rubati
Sono trilli d’amore
Cigni perduti.
Su palpebre di stelle
Ho poggiato il mio cuore.
dove i Lettori incontrano gli Autori

Sguardi rubati
Sono trilli d’amore
Cigni perduti.
Su palpebre di stelle
Ho poggiato il mio cuore.
D’arancio
ho tinto
i miei capelli
a mietitura conclusa,
e nera
è la mia pelle
or che l’inverno
s’avvicina,
ma di te amor
non ho paura.
Son qui
anima errante
qui!
In questa notte
magica,
tra spazio
e tempo
in sospensione,
ancora.
Ti aspetto amor,
di me
non aver paura!
Possiedimi
una volta sola
ed io
ti condurrò
con me,
tra selve oscure,
su boschi infiniti,
sino a Usinach
ti condurrò.
Ho magico fuoco,
tu!
che gli albori
del tempo
vedesti,
figlio
di Druide danze,
concedici
un’unica
fiamma,
un ultimo
soffio di vita.
E tu!
notte impazzita,
ormai
da sempre
priva di luna,
Nascondi
l’eterna clessidra,
che il sole
di noi
non sappia,
Che d’amor
si può morir…
…Un’altra sola notte
…Un solo eterno amor.

Hai navigato sui miei pensieri, la sera
nudità celata sotto ala di falco.
In notti rosse ho colto rugiada
su intrecci di brame, di bianco e scarlatto.
Come morbida liana, avvinghiata e flessuosa,
fasciato hai d’amore il mio petto e miei tralci.
Fiumi che scorrono sugl’argini del piacere,
noi correnti confuse in notti senza maree.
Anime rosse, cinte di stelle,
misura del tempo il nostro ansimare.
Labbra di fiamma sui seni del cielo
questa notte dimoro su gole di fiamma.

Brandelli di cuore
esposti al sole
di una estate
ormai morta.
Inutile sfuggire
ogni cosa,
ogni domanda,
ogni attimo irrisolto.
Voglio sentir
la tua pelle
come lenta marea,
scorrere sulla mia
Malinconici contorni
svaniscono
tra arti intrecciati
e accenni di tango.
E se Cercandoti
In altri sogni,
In mille danze ancora,
incontrassi un sol sospiro
di quei mille soffi,
di quei mille battiti,
di quei nostri corpi
esausti…
E se perdendomi
In folate ardenti,
di antichi e forti venti,
Affondassi nel tuo profumo
di non profumo,
di valve e perle
e nidi e odor
selvaggi…
E se svegliandomi
su martoriati letti,
d’amor confusi,
ti incontrassi ancora,
a pelle nuda,
tra gocce di rugiada
e caldi drappi
stanchi…
Allora avrei vissuto
Abbastanza,
e niente
avrei più da perdere,
se non
il mio respiro

Fulgidi raggi
a ferire la notte,
di luna
son onde
a scolpire
i tuoi fianchi.
Corpi dissolti
in stanca rugiada,
e valve
e conchiglie
colme di pianto.
Un ultimo
fremito
sciolto nel buio
e dolce
è morir
su tiepido nido.

Parole
Mi troverai!
Nei tuoi pensieri
La notte,
Tra sbuffi di nuvole
E raggi di luna.
Mi troverai!
Tra gli oleandri
E il rosmarino
In primavera,
Alla foce del fiume.
Mi troverai!
Tra betulle e biancospini
In autunno
Sulle cime dei tuoi monti
Più alti.
Mi troverai!
Tra i fiocchi di neve,
Nei germogli rinati
Nei rami,
Mi troverai.
Cercami e mi troverai!
Tra le stelle più bianche,
Nel mare in risacca,
Tra gli ulivi sferzati dal vento,
Nei fondali screziati smeraldo,
Mi troverai.
Mi troverai perché ho tanto aspettato,
Amore mio!
M’avvolgo in ricordi più belli
di giorni ormai più ripetibili
e risento gli antichi respiri
di amori dal tempo riarsi.
…Son qui Saudade!…
Riecheggian ora risate felici
d’amor i giochi innocenti
e son ritmi di cuori lontani
che mi giungon dal buio celati.
…Ti prego Saudade!…
Cantami ancora quei giorni lontani,
di fughe e corse sguaiate.
Sussurrami quei nomi scordati
e i ti amo mai detti o lasciati.
…No Saudade! no!…
Sazio son ora e sete più non ho
richiudi il tuo pozzo silente
e lascia riposare il mio cuor.

Un ultimo metrò
Un sogno ancora,
Così scorrono i binari della mia vita.
Non fermerò la mia corsa
Tante cose ancora ho da fare.
Voglio conoscere l’ultimo orizzonte,
Assaporare il profumo dell’ultima alba.
Voglio amare ancora al tramonto
E seguire il fresco maestrale.
No!
Non cederò all’avviso di fermata.
Troppe cose ancora ho da fare.
Voglio camminare a piedi nudi sulla luna
E toccare la stella più bella
Voglio immergermi nel blu della tua anima
E accarezzare la nuvola più bianca.
E ancora, E ancora, E ancora.
Quindi non fermarti mio caro metrò
Un’altra corsa,
Un sogno ancora.

Una cometa tagliente
È il tuo sguardo.
Mi vestirò di stelle
Per sopportare
Il profondo blu
Dei tuoi occhi.

Dimmi delle lacrime che han’ solcato il tuo viso
Raccontami delle gocce d’acqua blu che sfiorarono la tua pelle
Svelami come trovarle!
Perché io possa imprigionarle tutte nel mio oceano mare.

Ho scalato mille montagne
E bevuto l’acqua di troppi fiumi
Per questo ho messo radici.
Le piantai nel profondo dell’anima
Giù
Sino agli otri dei miei ricordi
E son diventato casa.
Ma chiuso ho tutte le mie porte
Sprangate le mie finestre all’eros…
Frantumate i miei otri!
Che i miei ricordi diventino vento.
Distruggete le mie mura!
Voglio che la mia anima torni a vagare,
che il mio spirito torni a volare.

Che sbocci pure l’eterna rosa del sud
Lascia che il suo profumo arrivi
sino ai confini del mondo
sino ai miei sensi sopiti.
Che s’apra pure all’amore
io non avrò paura
io l’aspetto ancora!

È dolce il frutto maturo del tuo giardino!
Quante notti di veglia ho passato
Senza poggiare il capo,
Pensando a te,
Come a un pianto di nuvole che si disperde,
E al vento
Reso muto dal tuo canto
Perché è dolce il frutto maturo del tuo giardino.
Voglio essere calcagno su spiagge spumate
E conchiglia rivoltata dal mare.
Voglio sentirmi granito e nuraghe
E olivo piegato a maestrale,
E ancora,
Rosso corallo,
Alga fluttuante nel mare,
Riccio ancorato al fondale.
Voglio sentirmi mirto,
Sugheretto,
E bacche su ginepro secolare.
Voglio! Voglio! Voglio!
In Sardegna io voglio tornare.
Ricordi
Come petali leggeri,
Come soffi di colore,
I tuoi occhi!
Forme armoniose ricoperte di tulle,
Gravidi di vita i tuoi seni.
…È colore di terre lontane la tua pelle!…
Poi fianchi scoperti
E tepore di ventre.
Pelle bagnata su pelle bagnata.
Fu fondersi di colori gli arti avvinghiati.
Sudore su sudore,
Ritmi incalzanti.
Bersi e assaggiarsi a vicenda
In un susseguirsi di false promesse.
Ti dissi ch’era amore,
Forse lo era!
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