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	<title>Commenti a: Sulla frontiera della Vertojbica di Alberto Calavalle</title>
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	<description>Scrittori nella Blogosfera</description>
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		<title>Di: Stefania C.</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/albertocalavalle/sulla-frontiera-della-vertojbica/comment-page-1/#comment-79718</link>
		<dc:creator>Stefania C.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 15:07:50 +0000</pubDate>
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		<description>Delle descrizioni stupende, mi sembra di sentirlo il profumo del fieno appena tagliato e tanti ricordi mi ha riportato alla mente. 

Un racconto che trasmette emozioni e ci riporta ad un periodo storico doloroso. 
Complimenti all&#039;autore, spero di poter assaporare per bene l&#039;intero racconto.

Stefania C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Delle descrizioni stupende, mi sembra di sentirlo il profumo del fieno appena tagliato e tanti ricordi mi ha riportato alla mente. </p>
<p>Un racconto che trasmette emozioni e ci riporta ad un periodo storico doloroso.<br />
Complimenti all&#8217;autore, spero di poter assaporare per bene l&#8217;intero racconto.</p>
<p>Stefania C.</p>
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		<title>Di: Enzo G.</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/albertocalavalle/sulla-frontiera-della-vertojbica/comment-page-1/#comment-79670</link>
		<dc:creator>Enzo G.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 08:50:27 +0000</pubDate>
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		<description>Stupendi scorci di vita rurale fatta di fatiche e di tante piccole cose, dove c&#039;è grande importanza per la famiglia e dove la più grande prospettiva è quella di vivere serenamente.
Purtroppo questa serenità è poi stata turbata dalla guerra e dal racconto si nota come nei protagonosti ci sia un terribile presagio di sventura e morte, infatti la guerra porterà alla catastrofe.
Trovo ben strutturata questa parte leggibile del racconto e credo che anche la parte restante sia molto interessante, sicuramente da leggere e da meditare per il profondo senso di vita che trasmette.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stupendi scorci di vita rurale fatta di fatiche e di tante piccole cose, dove c&#8217;è grande importanza per la famiglia e dove la più grande prospettiva è quella di vivere serenamente.<br />
Purtroppo questa serenità è poi stata turbata dalla guerra e dal racconto si nota come nei protagonosti ci sia un terribile presagio di sventura e morte, infatti la guerra porterà alla catastrofe.<br />
Trovo ben strutturata questa parte leggibile del racconto e credo che anche la parte restante sia molto interessante, sicuramente da leggere e da meditare per il profondo senso di vita che trasmette.</p>
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		<title>Di: M.Grazia P.</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/albertocalavalle/sulla-frontiera-della-vertojbica/comment-page-1/#comment-79668</link>
		<dc:creator>M.Grazia P.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 07:45:17 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Alberto,
Non è retorica affermare che la guerra è ingiusta. Ciò che fa più male è il senso di morte che invade il quotidiano, le piccole cose semplici, ma preziose.
La Sua descrizione così ricca di particolari, prima del paesaggio e dopo della dimora di Luigi, è fenomenale: talmente perfetta che, man mano che leggevo, tutto mi si materializzava intorno.
Grazie al Cielo, ho avuto il privilegio di conoscere e di poter trascorrere un po&#039; di tempo con i miei bisnonni: come era bello stare tutti insieme nella grande cucina, in cui la faceva da padrone l&#039;immenso caminetto in pietra, vicino al quale, anche il mio nonnetto con le sue abili mani creava dal nulla e con una rapidità da record, cestini di vimini di ogni forma e dimensione(ancora li custodisco gelosamente). 
Anche lì,la stanza da bagno era collocata all&#039;esterno del casale, in una stanza attigua (e questo per me era così strano!).
In tutta la casa c&#039;era un tale profumo di frutta secca, spezie varie, legna del camino e lavanda che mia nonna adagiava in ogni cassetto, da far perdere dolcemente i sensi. Che dire poi, dell&#039;aia da cui si godeva una spettacolare vista sul mare. 
Non c&#039;era la televisione, non c&#039;era la radio né tantomeno il telefono: un piacevole isolamento dal mondo. 
Tutto lì era perfetto, e gli orrori della guerra erano passati da un bel po&#039;.
Posso solo immaginare lo strazio del giovane Luigi e dei suoi famigliari, nel sentir minacciato il loro piccolo e prezioso microcosmo.
Spero tanto di poter leggere l&#039;intero romanzo.
Le faccio tanti COMPLIMENTI, di vero cuore!
Un caro saluto,
Maria Grazia P.

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Alberto,<br />
Non è retorica affermare che la guerra è ingiusta. Ciò che fa più male è il senso di morte che invade il quotidiano, le piccole cose semplici, ma preziose.<br />
La Sua descrizione così ricca di particolari, prima del paesaggio e dopo della dimora di Luigi, è fenomenale: talmente perfetta che, man mano che leggevo, tutto mi si materializzava intorno.<br />
Grazie al Cielo, ho avuto il privilegio di conoscere e di poter trascorrere un po&#8217; di tempo con i miei bisnonni: come era bello stare tutti insieme nella grande cucina, in cui la faceva da padrone l&#8217;immenso caminetto in pietra, vicino al quale, anche il mio nonnetto con le sue abili mani creava dal nulla e con una rapidità da record, cestini di vimini di ogni forma e dimensione(ancora li custodisco gelosamente).<br />
Anche lì,la stanza da bagno era collocata all&#8217;esterno del casale, in una stanza attigua (e questo per me era così strano!).<br />
In tutta la casa c&#8217;era un tale profumo di frutta secca, spezie varie, legna del camino e lavanda che mia nonna adagiava in ogni cassetto, da far perdere dolcemente i sensi. Che dire poi, dell&#8217;aia da cui si godeva una spettacolare vista sul mare.<br />
Non c&#8217;era la televisione, non c&#8217;era la radio né tantomeno il telefono: un piacevole isolamento dal mondo.<br />
Tutto lì era perfetto, e gli orrori della guerra erano passati da un bel po&#8217;.<br />
Posso solo immaginare lo strazio del giovane Luigi e dei suoi famigliari, nel sentir minacciato il loro piccolo e prezioso microcosmo.<br />
Spero tanto di poter leggere l&#8217;intero romanzo.<br />
Le faccio tanti COMPLIMENTI, di vero cuore!<br />
Un caro saluto,<br />
Maria Grazia P.</p>
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		<title>Di: Lia</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/albertocalavalle/sulla-frontiera-della-vertojbica/comment-page-1/#comment-79660</link>
		<dc:creator>Lia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 16:33:53 +0000</pubDate>
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		<description>Ciò che mi ha colpito nel leggere la prima parte del romanzo è la freschezza nella descrizione del paesaggio, immagini che ti fanno assaporare la lettura e la rendono accattivante e piacevole.
Lia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che mi ha colpito nel leggere la prima parte del romanzo è la freschezza nella descrizione del paesaggio, immagini che ti fanno assaporare la lettura e la rendono accattivante e piacevole.<br />
Lia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: GAETANO</title>
		<link>http://www.blogdegliautori.it/albertocalavalle/sulla-frontiera-della-vertojbica/comment-page-1/#comment-79621</link>
		<dc:creator>GAETANO</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 11:15:21 +0000</pubDate>
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		<description>&quot; Quell&#039;inutile  strage &quot; - come  defini&#039;  Benedetto XV la prima guerra mondiale - provoco&#039; un ecatombe e  preparo&#039; - dopo pochi anni - l&#039;avvento del fascismo.
Nel conflitto 1915-18, sul versante  italiano morirono in 650.000, 947.000 furono  i  feriti,  e 947.000 i prigionieri e i dispersi. In totale s&#039;ebbe una mobilitazione di 5.615.000 uomini.
Aride cifre che nascondono, per ciascun protagonista, drammi interiori e famigliari. Quella &quot;carna da  macello&quot; erano persone irreplicabili :  tutte con un cuore e un&#039; anima. E tutte rivestite di speranze e di angosce.
A  Vertojbica, Luigi  cade, e si rialza in ognuno di noi l&#039;orrore  per  le  armi.
Mistero della vita : si nasce, ci si  irrobustisce  per  immolarsi - forzatamente - al  massacro.
Nei moltissimi Luigi - frantumati dal 1915 al 1918 - sta l&#039; enigma dell&#039;esistenza. E, piu&#039;  in profondo, il perche&#039; della malvagita&#039; umana da una parte e  dell&#039; eroismo - a volte ineluttabile  - dall&#039; altra.

Gaetano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; Quell&#8217;inutile  strage &#8221; &#8211; come  defini&#8217;  Benedetto XV la prima guerra mondiale &#8211; provoco&#8217; un ecatombe e  preparo&#8217; &#8211; dopo pochi anni &#8211; l&#8217;avvento del fascismo.<br />
Nel conflitto 1915-18, sul versante  italiano morirono in 650.000, 947.000 furono  i  feriti,  e 947.000 i prigionieri e i dispersi. In totale s&#8217;ebbe una mobilitazione di 5.615.000 uomini.<br />
Aride cifre che nascondono, per ciascun protagonista, drammi interiori e famigliari. Quella &#8220;carna da  macello&#8221; erano persone irreplicabili :  tutte con un cuore e un&#8217; anima. E tutte rivestite di speranze e di angosce.<br />
A  Vertojbica, Luigi  cade, e si rialza in ognuno di noi l&#8217;orrore  per  le  armi.<br />
Mistero della vita : si nasce, ci si  irrobustisce  per  immolarsi &#8211; forzatamente &#8211; al  massacro.<br />
Nei moltissimi Luigi &#8211; frantumati dal 1915 al 1918 &#8211; sta l&#8217; enigma dell&#8217;esistenza. E, piu&#8217;  in profondo, il perche&#8217; della malvagita&#8217; umana da una parte e  dell&#8217; eroismo &#8211; a volte ineluttabile  &#8211; dall&#8217; altra.</p>
<p>Gaetano</p>
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